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La predestinata

Il marchio Haibike è oramai sinonimo di e-bike sportiva, o meglio di e-MTB, un segmento da Haibike completamente ridefinito nel 2011, al lancio sul mercato delle prime MTB sospinte dal primo motore Bosch.

Meno famose sono le Haibike muscolari, che pure con le cugine elettriche condividono la cura costruttiva ed un design sobrio ed aggressivo al tempo stesso. Ci è sembrato quindi naturale pensare ad esse come base per le nostre motorizzazioni e questa che proponiamo è la prima realizzazione in questa direzione.

Si tratta di una Seet HardSeven 3.0, con ruote da 27,5” e cambio posteriore Deore a 9 velocità. Il cambio anteriore era a 3 velocità, ma ha dovuto sgombrare il campo per far posto al motore centrale TSDZ2. La corona originale del motore è stata rimpiazzata con una in Ergal a denti sincro anticaduta, migliorando anche peso e linea di catena. Al posteriore è stata adottata una cassetta SunRace 11-40 denti per espandere la gamma di rapporti.

A questa bici seguiranno altri modelli, sempre dalla gamma Haibike Seet HardSeven (per le biammortizzate preferiamo affidarci al momento alle e-bike “native” Haibike), a 8, 9, 10 e 11 rapporti, sperimentando anche motorizzazioni alla ruota.

Sara’ interessante vedere come sarà l’accoglienza del pubblico per queste Haibike “Powered by EthosBikes”. Non una concorrenza interna, ovviamente, ma il desiderio di offrire ancor più scelta e possibilità di personalizzare il risultato.

SCHEDA TECNICA

Bicicletta Haibike Seet HardSeven 3.0
Motore TSDZ2 Torque Mid Drive (display XH18)
Sensore Torsiometro incorporato
Controller Sine wave incorporato
Batteria Phylion SF-06 11,6Ah
Accessori Cassetta SunRace MS3 11-42T, Corona Sincro FutureBike 42T
Peso complessivo 20,8Kg


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Non si vive di solo fango

In Italia il boom delle bici a pedalata assistita è sempre più associato alle e-MTB. E’ questo il segmento che sta decisamente lasciandosi alle spalle dubbi, preconcetti, complessi di inferiorità e quant’altro ha finora limitato la diffusione delle e-bike.

Questo è comprensibile, dato che le mountain bike elettriche aprono tutta una gamma di possibilità normalmente precluse agli amanti della natura, non necessariamente sportivissimi. Non a caso a questo pubblico si rivolgono la maggior parte delle proposte EthosBikes

Ma nel nord Europa, dove la bici elettrica è una realtà già consolidata, le proporzioni si invertono e sono le stradali ad avere la maggior quota di mercato, segno del fatto che il loro uso è oramai entrato nella quotidianità.

E’ proprio pensando ad un uso quotidiano che proponiamo questa bici robusta ed elegante, essenziale e raffinata al tempo stesso, che coniuga uno stile classico con soluzioni tecniche avanzate.

La bici di partenza è una bella Staiger Velo AI.70, tedesca di razza del gruppo Winora. Considerando il cambio a ingranaggi Nexus 7v. nel mozzo posteriore e il mozzo dinamo all’anteriore, la soluzione naturale ed ottimale è stata l’adozione del motore centrale TSDZ2 a controllo di coppia. Questo piccolo e versatile motore si è inserito alla perfezione nelle geometrie della Velo, lasciando anche spazio per il cavalletto nella sua posizione naturale.

L’abbinamento con il cambio al mozzo è risultato perfetto, per la pulizia delle linee e soprattutto per per la semplicità e piacevolezza d’uso. La possibilità di cambiare anche da fermo consente di effettuare in agilità tutte le ripartenze che l’uso cittadino impone, e la potenza modulabile del motore rende fluido e sicuro il districarsi nel traffico.

Il display LCD a colori è compatto, elegante e discreto, ed il suo selettore rotativo riecheggia l’analogo comando del cambio sulla destra del manubrio, lasciando sgombra la parte centrale per eventuali accessori.

Il carattere cittadino della bici non deve ingannare: le generose gomme Schwalbe Big Apple 28×2.00″ ed il telaio rigido e robusto consentono di affrontare in tutta sicurezza e comfort pavè e sterrati di campagna.

La dotazione è completata da un robusto portapacchi con pompa e da potenti luci LED alimentate dall’efficiente mozzo dinamo.

SCHEDA TECNICA

Bicicletta Staiger Velo AI.70
Motore TSDZ2 Torque Mid Drive (display XH18)
Sensore Torsiometro incorporato
Controller Sine wave incorporato
Batteria Phylion SF-06 11,6Ah
Peso complessivo 22,6Kg

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Un bel recupero: Specialized Epic

Come detto altrove le bici d’occasione a 26” sono una miniera di opportunità per chi cerca mezzi validi per la trasformazione in e-MTB, ottenendo ottimi risultati a costi contenuti.

Le ruote a 26”, oramai decisamente fuori moda, sentono le asperità del terreno sicuramente di più dei formati a 27.5” e 29” che le hanno soppiantate, ma il deprezzamento che ne è conseguito consente di trovare a buon prezzo bici equipaggiate con sospensioni eccellenti che compensano ampiamente lo svantaggio.

È il caso della Specialized Epic Comp 26” 2011 che presentiamo, una bici eccellente da tutti i punti di vista e con ancora tantissimo da dare.

L’inserimento della batteria è millimetrico e ha richiesto qualche piccolo adattamento, ma il tutto è molto compatto e gradevole.

L’applicazione del piccolo motore “Torque” esalta queste caratteristiche, ed il risultato è una e-MTB full di classe, agile e scattante, inarrestabile sulle mulattiere più dissestate. Un piccolo gioiello che pesa solo 19Kg e promette di restare ben poco in garage!

SCHEDA TECNICA

Bicicletta Specialized Epic Comp 2011
Motore TSDZ2 Torque Mid Drive
Sensore Torsiometro incorporato
Controller Sine wave incorporato
Batteria Phylion SF-06 11,6Ah
Accessori Cassetta SunRace MS3 11-42T
Peso complessivo 19Kg

 

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Come ti elettrizzo la full

C’è da fare una lunga premessa.

La motorizzazione di una MTB bi-ammortizzata (detta anche full suspended o semplicemente full) pone problemi maggiori rispetto ad una mono-ammortizzata (front) per tre ordini di motivi:

  1. POSIZIONE BATTERIA – Il leveraggio del carro posteriore e il relativo ammortizzatore invadono il triangolo del telaio rendendo difficile se non impossibile il posizionamento di una batteria di sufficiente capacità e volume. Restano spesso possibili solo soluzioni non ottimali come pacchi sottosella, o molto costose come il far realizzare un pacco batteria su misura
  2. POSIZIONE MOTORE – La prerogativa stessa di una full rende sconsigliabile l’aumento delle masse non sospese che deriverebbe dall’adozione di un motore al mozzo, o quantomeno ne limita fortemente il peso. Andrebbero quindi evitati proprio i motori contraddistinti da forte tiro ai bassi regimi più adatti alle e-MTB in quanto normalmente più grandi e pesanti dei loro omologhi stradali. Il motore centrale sembra quindi una strada quasi obbligata per una full, e questo già comporta una riduzione delle alternative ed un aumento dei costi di conversione. Per di più la maggior parte delle full di buon livello attualmente in produzione utilizzano movimenti centrali di tipo press-fit delle più varie dimensioni al posto del classico BSA 33x68mm. I motori centrali per retrofit, tipicamente pensati per un BSA 68mm, richiedono ben che vada adattamenti complicati e di dubbia affidabilità
  3. PREZZO – E’ difficile trovare una full muscolare di buon livello al di sotto dei 1000€, e per molti marchi l’entry level è posizionato ben più in alto. Mentre una front relativamente economica può costituire una ottima base per una motorizzazione, la stessa cifra investita in una full ci porterebbe in casa un “cancello” pesante e poco funzionale, i cui limiti resterebbero evidenti anche dopo la conversione.
    Se al prezzo di acquisto di una bici adeguata si sommano gli extra-costi derivanti dai punti 1 e 2 si arriva facilmente ad una cifra difficilmente giustificabile in relazione a quanto richiesto da una e-MTB full “nativa”

Le cose cambiano ovviamente se si dispone già di una buona bici bi-ammortizzata, o se si riesce a fare qualche buon affare sul mercato dell’usato. Al solito il consiglio è guardare nella vasta offerta delle bici a 26”: oltre a trovare ottime bici, neanche troppo vecchie, deprezzate dall’essere ormai fuori moda, è probabile che con esse si superi almeno il problema del movimento centrale press-fit, qualche anno fa ancora scarsamente diffuso. (ecco un ottimo esempio)

Si tratta però di soluzioni estemporanee, da valutare caso per caso. Resta il problema di individuare tra le bici in produzione, tecnicamente aggiornate e facilmente reperibili, dei modelli che si prestino alla motorizzazione superando accettabilmente i problemi sopra esposti.

img_20161010_195505_1481701224692_5 La proposta che presentiamo, basata sulla RockRider 720S, ci è sembrata una ottima soluzione del problema. La bici, attualmente in vendita anche online (sul sito Decathlon) a 799€, ha un interessantissimo rapporto qualità/prezzo, basti pensare alle sospensioni ad aria difficilmente rintracciabili su bici di questa fascia di prezzo, front incluse. Anche il principale limite della bici, ovvero l’ammortizzatore posteriore non bloccabile, diventa irrilevante nell’ottica dell’uso assistito dal motore. img_20161010_195244_1481701223732_3

Oltre ad essere valida in assoluto, la ciclistica ben si adatta alla motorizzazione: la batteria trova spazio nel telaio, sia pure millimetrico, ed il movimento centrale “classico” non pone problemi all’inserimento del piccolo motore centrale “Torque”.
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Quest’ultimo è stato ruotato in avanti ed ancorato al tubo obliquo, non potendosi sfruttare il normale ancoraggio al carro posteriore dato che in una full esso è mobile. In questo modo si è anche ottenuto un leggero sollevamento del motore, distanziandolo maggiormente dal terreno. L’adozione di un pacco pignoni 11-42 ripristina una sufficiente gamma di rapporti a seguito dell’eliminazione del deragliatore anteriore per far posto al motore.

Il risultato è una bici compatta, molto godibile, reattiva alla pedalata ed estremamente guidabile. I percorsi più impegnativi evidenziano la perfetta sinergia tra motorizzazione e telaio: la ruota posteriore segue fedelmente il terreno e mantiene la trazione anche sullo sconnesso, mentre il controllo di coppia consente di modulare perfettamente la potenza erogata evitando i pattinamenti. La reattività del sistema consente di attingere istantaneamente alla riserva di potenza necessaria per superare un ostacolo improvviso, per poi calare altrettanto rapidamente quando invece c’è da effettuare un brusco cambio traiettoria.

In conclusione si tratta di una bici che trasmette sicurezza anche nei passaggi più difficili, con una assistenza naturale e non invasiva che consente di non andare in affanno ma al tempo stesso mantiene tutto il piacere del pedalare.

SCHEDA TECNICA

Bicicletta Btwin RockRider 700S
Motore TSDZ2 Torque Mid Drive 250W
Sensore Torsiometro incorporato
Controller Sine wave incorporato
Batteria Phylion SF-06 11,6Ah 418Wh
Accessori Cassetta SunRace MS3 11-42T
Peso complessivo 21Kg

 

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Sicurezza, praticità, comfort, allegria

Quattro parole che ben descrivono lo spirito di EthosBikes e questo progetto in particolare, dedicato alle mamme (e ai papà) che vogliono vivere la città su due ruote.
Ecco allora uno strumento per affrontare quotidianamente shopping, asilo, ufficio, traffico, saliscendi e quant’altro, senza ansie e affanni. Lo abbiamo realizzato mettendo assieme una simpatica e robusta bici Adriatica, l’ottimo sistema MXUS, un cestino, un pratico seggiolino saldamente ancorato al solido portabatteria, gli indistruttibili Schwalbe Marathon e… tanta passione!

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Bella, grassa e cattiva!

IMG_20160115_161726~2 (1)Dopo tandem, tricicli, fixed, anche una fat bike va ad aggiungersi all’elenco delle “speciali” trasformate da EthosBikes. Anche qui il motore rende fruibile a tutto campo un mezzo che avrebbe altrimenti specifici limiti d’uso. Per capirci, scendere per un campo innevato con una fat è un’emozione unica, ma salire?

Motorizzare questa bella KHS 3000, con il suo movimento centrale da 120mm è stato impegnativo, ma il risultato ci ripaga dello sforzo. Abbiamo utilizzato il classico motore BBS01 da 250W, a riprova che non sono necessarie potenze motociclistiche per ottenere buoni risultati, solo si è rimappato la centralina per adattarla al particolare mezzo.

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Abbiamo inoltre adottato una corona anticaduta a 36 denti, per sopportare il disassamento della catena mantenendo sufficientemente corti i rapporti, ed un sensore di cambiata per non sollecitare troppo la trasmissione nei cambi sotto sforzo.

In un secondo momento infine abbiamo messo mano al bisturi per sollevare di un paio di cm il motore, che ora risulta perfettamente orizzontale. Estetica a parte questo riduce i rischi di impatto su rocce e gradini.
Abbiamo poi del tutto eliminato la classica staffa di supporto del Bafang centrale, resa ancora più antiestetica dalle prolunghe richieste dal larghissimo telaio. Risultato: linea pulita ed essenziale, ed un pizzico di mistero su come si regga il tutto…

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Motorless…

IMG_20160220_110557~2Forse qualcuno si starà chiedendo dov’è nascosto il motore…
Semplice: da nessuna parte. È che ogni tanto ci divertiamo a fare belle bici senza etichette. Questa in particolare deriva dall’unione di componenti provenienti da epoche e luoghi lontanissimi.
Eppure l’intrinseca bellezza della forma-bici tutto tiene insieme.