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Il lab compie un anno!

Un anno fa apriva le porte il laboratorio di Via Rocchi, la prima vera occasione per noi di un contatto quotidiano con la gente, tante persone venute da vicino e lontano a conoscerci, a provare le nostre bici, a capire e toccare con mano questa nuova dimensione del pedalare.

In questo anno abbiamo fatto tanta strada, in sella e non, capito meglio gli aspetti tecnici e soprattutto i bisogni della gente. Abbiamo partecipato a tanti eventi, sportivi, turistici e culturali, portando la buona novella di una tecnologia che per una volta non isola l’individuo ma lo aiuta invece a vivere armoniosamente il proprio territorio, nel rispetto della natura e del prossimo. Abbiamo avviato collaborazioni con la scuola, con le associazioni, con gli operatori turistici, perchè crediamo al valore sociale della nostra proposta commerciale.

Abbiamo ampliato ed approfondito i rapporti con i fornitori dei componenti critici, sempre alla ricerca delle soluzioni giuste, da offrire al giusto prezzo. Alle nostre bici si sono aggiunte e-bike “native” selezionate tra le migliori proposte del mercato. Non ci siamo fermati alla classica forma-bici ma abbiamo sperimentato con tandem, tricicli, tandem-tricicli, fat bike e junior bike. E non ci fermeremo qui: siamo convinti che la bici elettrica non sia un singolo prodotto ma un modo nuovo di interpretare ogni tipologia di velocipede, allargandone incredibilmente le potenzialità e le occasioni d’uso.

I nostri clienti lo hanno capito, e il loro apprezzamento ci ripaga ogni giorno dei nostri sforzi.

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Tra città e campagna

IMG_20160422_175203 (1)Ancora una realizzazione con il sistema MXUS, stavolta nel mozzo posteriore. Sulla ciclistica elegante e un po “vintage” della Frera Spark abbiamo costruito una e-bike perfetta per la città, ma che grazie alle gomme maggiorate (e antiforo, naturalmente…) e il canotto sella ammortizzato può affrontare in sicurezza e comfort anche le strade di campagna.

Le mollette per i pantaloni sono optional 😉

 

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Ladyhawke

Haibike HardLife SL 27.5″

Ancora una proposta per il pubblico femminile, ma a differenza del post di ieri su questa bici non consigliamo di montare cestini o seggiolini bimbo. 😀
Le linee nervose e raccolte del telaio esaltano la compattezza del gruppo motore-batteria Yamaha. Ne risulta una bici agile e potente, che emoziona già a guardarla. Uno strumento perfetto per vivere in tutto relax la natura e la montagna, per seguire finalmente senza affanno il proprio compagno supersportivo.
Oddio… seguire… non è detto 😉

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Sicurezza, praticità, comfort, allegria

Quattro parole che ben descrivono lo spirito di EthosBikes e questo progetto in particolare, dedicato alle mamme (e ai papà) che vogliono vivere la città su due ruote.
Ecco allora uno strumento per affrontare quotidianamente shopping, asilo, ufficio, traffico, saliscendi e quant’altro, senza ansie e affanni. Lo abbiamo realizzato mettendo assieme una simpatica e robusta bici Adriatica, l’ottimo sistema MXUS, un cestino, un pratico seggiolino saldamente ancorato al solido portabatteria, gli indistruttibili Schwalbe Marathon e… tanta passione!

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EthosBikes story su BAI blog

“ESPLORARE LA MARSICA CON UNA MTB A PEDALATA ASSISTITA”

ethosbikes2-470x260Il blog dei Borghi Autentici d’Italia ci dedica questo spazio, in cui abbiamo avuto modo di raccontare l’avventura di EthosBikes.
Abbiamo molto in comune con la visione del BAI, che ringraziamo per la disponibilità, sperando questo possa essere l’inizio di una proficua collaborazione all’insegna del continuo impegno per la qualità della vita

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Bella, grassa e cattiva!

IMG_20160115_161726~2 (1)Dopo tandem, tricicli, fixed, anche una fat bike va ad aggiungersi all’elenco delle “speciali” trasformate da EthosBikes. Anche qui il motore rende fruibile a tutto campo un mezzo che avrebbe altrimenti specifici limiti d’uso. Per capirci, scendere per un campo innevato con una fat è un’emozione unica, ma salire?

Motorizzare questa bella KHS 3000, con il suo movimento centrale da 120mm è stato impegnativo, ma il risultato ci ripaga dello sforzo. Abbiamo utilizzato il classico motore BBS01 da 250W, a riprova che non sono necessarie potenze motociclistiche per ottenere buoni risultati, solo si è rimappato la centralina per adattarla al particolare mezzo.

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Abbiamo inoltre adottato una corona anticaduta a 36 denti, per sopportare il disassamento della catena mantenendo sufficientemente corti i rapporti, ed un sensore di cambiata per non sollecitare troppo la trasmissione nei cambi sotto sforzo.

In un secondo momento infine abbiamo messo mano al bisturi per sollevare di un paio di cm il motore, che ora risulta perfettamente orizzontale. Estetica a parte questo riduce i rischi di impatto su rocce e gradini.
Abbiamo poi del tutto eliminato la classica staffa di supporto del Bafang centrale, resa ancora più antiestetica dalle prolunghe richieste dal larghissimo telaio. Risultato: linea pulita ed essenziale, ed un pizzico di mistero su come si regga il tutto…

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Motorless…

IMG_20160220_110557~2Forse qualcuno si starà chiedendo dov’è nascosto il motore…
Semplice: da nessuna parte. È che ogni tanto ci divertiamo a fare belle bici senza etichette. Questa in particolare deriva dall’unione di componenti provenienti da epoche e luoghi lontanissimi.
Eppure l’intrinseca bellezza della forma-bici tutto tiene insieme.