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L’ora delle gazzelle

Quanto peso ha il problema del peso sulle e-bike?

Dipende dal contesto, ovviamente.
Chi arriva dalle muscolari ha inevitabilmente una espressione di disappunto quando solleva per la prima volta una full suspended elettrica da 23Kg o più. Ma a nessuno verrebbe in mente di sollevare una moto da enduro per capire quanto bene può andare quel mezzo. Analogamente il sovrappeso di una e-MTB ben difficilmente verrà avvertito nell’uso pratico e, se in certi casi ne potrà limitare l’agilità, in altri risulterà addirittura benefico, ad esempio per la stabilità sui terreni sconnessi. Di sicuro non ne limiterà la godibilità.

Se però quegli stessi 23Kg sono a carico ad esempio di una bici pieghevole da città, come ahimé spesso accade, allora il minimo che si possa dire è che ne limiteranno fortemente la funzionalità. Non c’è motore che aiuti infatti quando si deve portare la bici su una rampa di scale o in ascensore, caricarla nel portabagagli o sul tetto di una macchina, farla salire su un treno o in una metro.

In altri casi il problema del peso è forse più psicologico che pratico, ma non va per questo sottovalutato. E’ quindi in questo spirito che ci siamo confrontati con la motorizzazione di questa bella bici da corsa in carbonio: appesantirla troppo fisicamente ed esteticamente avrebbe violato la natura e lo spirito di questo mezzo.
C’erano poi altre considerazioni che ponevano vincoli tecnici alla trasformazione. L’adozione di un motore centrale, oltre che per il peso, è stata subito scartata per problemi legati agli spessori del telaio in carbonio e per non stravolgere la trasmissione originale. Anche l’adozione di un classico motore al mozzo era resa però problematica dal ridotto numero di raggi (24, contro i 36 normalmente previsti dai motori) e dalla difficoltà di trovare un posto adeguato dove alloggiare centralina e sensore di pedalata, con tutta la relativa cavetteria.

La soluzione fisiologica è stata l’adozione del motore Keyde 110SWX, evoluzione di quello già utilizzato per la Vintage Touring. Rispetto ad esso il motore presenta avvolgimenti ottimizzati, che consentono di arrivare ad un rendimento dell’87%, il che si traduce in più basse temperature di esercizio e minori consumi. L’elettronica di controllo è stata inoltre ridefinita attorno al nuovo display a colori con schermo LCD a matrice TFT, che consente, oltre ad una ottima leggibilità in piena luce, un controllo molto migliore sia delle prestazioni del sistema che della sua configurabilità. In aggiunta alla consueta miniaturizzazione ed integrazioni dei componenti, che da sempre caratterizzano il marchio Keyde, tale evoluzione fa di questo motore uno dei componenti più raffinati ed interessanti sul mercato.

Altrettanto scontata è stata la riconferma della batteria a borraccia da 36V-7Ah, che grazie all’elevato rendimento del motore e alla scorrevolezza della bici rendono possibili percorrenze impensabili per un elemento che pesa solo 1,3Kg. Il limite dipende moltissimo dal percorso e dal livello di potenza richiesto, ma con un uso oculato sono possibili percorrenze pianeggianti di 80-100Km con assistenza continua

Complessivamente motore e batteria aggiungono 3,5 Kg alla bici originaria, il che ha consentito di limitare a 12,9Kg il peso complessivo della bici, nonostante l’adozione di componenti decisamente non racing (copertoni scolpiti antiforatura, attacco sterzo rialzato ecc.), pensati più per un uso confortevole e sicuro che non per minimizzare il peso.

L’effetto finale è molto equilibrato ed estremamente godibile. Non a caso molti marchi guida (Bianchi, Wilier, Orbea e molti altri) stanno adottando con successo configurazioni analoghe a questa per le loro nuove proposte di bici da corsa elettriche. In questo settore i motori centrali, per quanto miniaturizzati, hanno un impatto sul look and feel delle biciclette decisamente maggiore, a fronte di vantaggi più modesti, e pertanto non sembrano essere destinati ad egemonizzare il mercato come sulle e-MTB.

Il motore al mozzo al contrario sembra aver trovato una nuova giovinezza su queste agili bici, che mantengono tutto il fascino delle muscolari senza per questo dover nascondere la propria natura elettrica. La pedalata assistita ancora una volta si dimostra un elemento in grado di amplificare senza snaturarlo il piacere di andare in bici.

SCHEDA TECNICA

Bicicletta Bianchi Carbon 928
Motore Keyde 110SWX, 36V 250W
Sensore PAS incorporato nel motore
Controller Incorporato nel motore
Batteria UPP-S001 36V 7Ah – celle Panasonic GA
Cambio Shimano Ultegra 2×10
Freni Shimano Ultegra
Pneumatici Schwalbe Marathon antiforo 28-622
Display C850 LCD TFT
Peso complessivo 12,9Kg (senza pedali)

 

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Retrofit 2.0

Questa è una storia a lieto fine, ma non era scontato.

La bici era decisamente bella e ben attrezzata, il prezzo allettante. Certo si trattava di un mezzo massiccio, con gomme da 3 pollici di aspetto quasi motociclistico. Le geometrie ed i dettagli del telaio tradivano evidenti parentele con le Haibike elettriche al punto di far sembrare quasi strana la mancanza di motore e batteria. Ma insomma, con componenti di questo livello e con un po’ di allenamento si sarebbe potuto fare molta strada anche senza motore.

In teoria… In pratica dopo poche centinaia di km, evidentemente molto sofferti, la bici è arrivata in laboratorio con la richiesta di mettere ciò che mancava. Ma la faccenda è apparsa subito molto complicata, principalmente per la difficoltà a trovare un posto per il motore centrale, unica opzione proponibile per una bici del genere. La principale ma non unica difficoltà consisteva nella larghezza dell’alloggiamento del movimento centrale, un sistema PressFit da 92mm.

Scartata l’ipotesi di prolunghe all’asse del motore, sia per questioni di affidabilità che per non spostare molto all’esterno la corona peggiorando della linea di catena, non è rimasto che intervenire chirurgicamente sul telaio, riportandolo alla dimensione tipica dei movimenti centrali BSA sui quali sono dimensionati i motori per retrofit. L’adattamento è stato completato utilizzando delle boccole eccentriche, a compensare la differenza tra il diametro PressFit 92 e il quello BSA.

Si è anche dovuto intervenire con ulteriori adattamenti di telaio (rimozione degli attacchi ISCG) e motore per eliminare punti di interferenza. Ne è risultato un motore praticamente incastonato nel telaio, grazie anche alle sue ridotte dimensioni, al punto che da certe angolazioni si fatica a capire che sia un retrofit.

Una volta pagato il prezzo di interventi non reversibili (eppure si è lasciata aperta la porta per un improbabile ripristino della configurazione muscolare) parecchi dettagli sono andati al loro posto come meglio non si poteva: motore perfettamente centrato, linea di catena ottimale, collegamenti elettrici quasi invisibili.

Persino il sensore ruota sembra quello di una e-bike nativa.

L’integrazione del motore nel telaio è completata da un paramotore in alluminio, che oltre alla funzione protettiva ed estetica contribuisce all’ancoraggio del motore prevenendo, assieme ad altri accorgimenti, possibili rotazioni (il normale sistema di ancoraggio del motore TSDZ2 è stata la prima vittima del bisturi…)

Insomma Haibike produce eccellenti biciclette muscolari, ma il Karma elettrico del marchio sembra avvolgerle, e quando passano dalle nostre parti il loro destino è segnato. Questa trasformazione è stata certo più impegnativa del solito, lavorando letteralmente al millimetro (o frazione di esso), ma il risultato ci ripaga ampiamente. Soprattutto consente al proprietario, rimasto a lungo in trepida attesa della creatura, di poter ora godere appieno di questa bella bici e degli infiniti sentieri selvatici che da oggi ad essa si dischiudono.

SCHEDA TECNICA

Bicicletta Haibike Q.AM 7.10 Plus (2016)
Motore Tongsheng TSDZ2 (display VLCD6)
Sensore Torsiometro incorporato
Batteria Phylion SF-06S 14.5Ah 522Wh
Trasmissione Corona Sincro FSA 32T, Cambio SRAM X1 11s 10-42T
Pneumatici Michelin ForceAM 27.5×2.60″
Peso complessivo 22Kg

 

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Vintage (reloaded)

Elettrificare una bicicletta, cioè dotarla di un motore ausiliario che assista la pedalata, è un eccellente modo di estenderne in tutte le direzione le possibilità e la piacevolezza d’uso.

Ma può anche essere un percorso di scoperta delle potenzialità nascoste di un mezzo, condotto giocando liberamente con le regole e le emozioni di cui una bici è portatrice, e su un piano più pratico con i componenti e gli accessori che ne determinano estetica e funzionalità.

E’ a questo che pensavamo, tra una e-MTB e l’altra, contemplando una vecchia bici da passeggio appesa ormai da molti anni al proverbiale chiodo.

Si trattava di una classicissima bici da uomo in acciaio, con un frugale cambio 2×5 con una limitata gamma di rapporti. L’avevamo a suo tempo però equipaggiata per sopportare ampie borse da viaggio, e come tale utilizzata prima dell’oblio.

Prima della cura…

Questa attitudine al viaggio ci è sembrata la caratteristica da conservare ed esaltare nella trasformazione in e-bike. Ed allora ecco mantenuti i portapacchi anteriore e posteriore, mantenuto il portaborraccia pur facendo spazio alla batteria, ed irrobustite le ruote adottando cerchi a doppia parete e generosi pneumatici antiforo (Michelin Protek Cross).

E’ stata aumentato il numero e la gamma di rapporti, ora un 2×7 che consente di affrontare salite ragguardevoli, cambiando solo il pacco pignoni grazie alla “generosità” del deragliatore Campagnolo e ai vecchi comandi manubrio non indicizzati.

Carro posteriore divaricato, da mozzo a vite a motore a cassetta, da 5 a 7 rapporti, braccio anticoppia custom, ma il vecchio Campagnolo non ha fatto una piega…

Ma naturalmente l’attenzione maggiore è stata rivolta ai componenti elettrici, ed in particolare al piccolo motore Keyde, quasi invisibile nel mozzo posteriore. Silenzioso e potente, questo gioiello di integrazione consente una motorizzazione particolarmente rispettosa della natura originale della bici. Inglobando sia la centralina che tutta la sensoristica consente infatti di ridurre al minimo i cablaggi e di non dover intervenire sul movimento centrale.

Altrettanto minimale è l’unità di controllo sul manubrio, a cui opzionalmente si affianca un piccolo ciclocomputer, indistinguibile da quelli tradizionali ma alimentato e servito dalla centralina motore.

Alla prova su strada la bici si mostra piacevole e guidabile su di una varietà di fondi stradali, viottoli di campagna inclusi, grazie all’elasticità del telaio in acciaio e della generosa gommatura. L’assistenza del motore è ben graduabile, andando da una spinta appena percepibile fino ad un supporto vigoroso che permette di superare senza affanni pendenze notevoli. Attacco e stacco dell’assistenza sono pronti ma progressivi, accentuando la naturalezza del sistema, e la bici resta perfettamente utilizzabile anche a motore spento.

Il connubio tra passato e presente rende questa bici molto particolare e sicuramente dotata di una personalità unica. Ma non è un oggetto da tenere in salotto: ora più di prima, dotata di capaci borsoni e caricata a dovere, non chiede altro che di diventare la vostra fedele compagna di viaggio.

Aggiornamento – Gennaio 2019

Qualche centinaio di km di test hanno fornito utili indicazioni per migliorare ulteriormente il progetto. La modifica più evidente è l’adozione di una batteria veramente “a borraccia” da 252Wh, con indubbi vantaggi estetici (ora è difficile intuire la natura elettrica della bici) ed una riduzione di peso sensibile.

Pur ridotta rispetto ad una batteria normale, l’autonomia resta resta più che sufficente per un uso cittadino e di turismo a breve raggio, mentre per percorsi più lunghi è ovviamente raccomandabile avere una batteria di scorta nello zaino o inserita in un secondo portaborraccia.

Meno evidente ma altrettanto importante è stato l’aggiornamento del sistema frenante, ora basato su dei potenti freni TEKTRO R559

Altre modifiche minori, ma non  meno importanti per ottimizzare il confort e la sicurazza di guida sono state l’adozione di un manubrio più largo per meglio disporre i comandi, manopole in neoprene per assorbire le vibrazioni, un piccolo ma efficace retrovisore ed una sella dal profilo più comodo e lineare.

Infine, in omaggio all’antica vocazione della bici per il viaggio, sono state testate alcune soluzioni di borse portapacchi, adeguate ad un uso cittadino oppure turistico a medio o lungo raggio

Crediamo in conclusione di essere riusciti a coniugare uno stile classico e senza tempo con l’efficienza e la funzionalità offerta dall’attuale tecnologia, realizzando un mezzo utilizzabile con piacere tutti i giorni, nelle situazioni più disparate e impegnative.

SCHEDA TECNICA

Bicicletta Bevilacqua Uomo 28″ Acciaio – 1991
Motore Keyde posteriore 110mm, 36V 250W
Sensore PAS incorporato nel motore
Controller Incorporato nel motore
Batteria UPP-S001 36V 7Ah – celle Panasonic GA
Cambio 2×7, post.Campagnolo, comandi a frizione
Freni TEKTRO R559
Pneumatici Michelin Protek CROSS antiforo 37-622
Luci LED batteria ant/post
Peso complessivo 18,5Kg

 

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La predestinata

Il marchio Haibike è oramai sinonimo di e-bike sportiva, o meglio di e-MTB, un segmento da Haibike completamente ridefinito nel 2011, al lancio sul mercato delle prime MTB sospinte dal primo motore Bosch.

Meno famose sono le Haibike muscolari, che pure con le cugine elettriche condividono la cura costruttiva ed un design sobrio ed aggressivo al tempo stesso. Ci è sembrato quindi naturale pensare ad esse come base per le nostre motorizzazioni e questa che proponiamo è la prima realizzazione in questa direzione.

Si tratta di una Seet HardSeven 3.0, con ruote da 27,5” e cambio posteriore Deore a 9 velocità. Il cambio anteriore era a 3 velocità, ma ha dovuto sgombrare il campo per far posto al motore centrale TSDZ2. La corona originale del motore è stata rimpiazzata con una in Ergal a denti sincro anticaduta, migliorando anche peso e linea di catena. Al posteriore è stata adottata una cassetta SunRace 11-40 denti per espandere la gamma di rapporti.

A questa bici seguiranno altri modelli, sempre dalla gamma Haibike Seet HardSeven (per le biammortizzate preferiamo affidarci al momento alle e-bike “native” Haibike), a 8, 9, 10 e 11 rapporti, sperimentando anche motorizzazioni alla ruota.

Sara’ interessante vedere come sarà l’accoglienza del pubblico per queste Haibike “Powered by EthosBikes”. Non una concorrenza interna, ovviamente, ma il desiderio di offrire ancor più scelta e possibilità di personalizzare il risultato.

SCHEDA TECNICA

Bicicletta Haibike Seet HardSeven 3.0
Motore TSDZ2 Torque Mid Drive (display XH18)
Sensore Torsiometro incorporato
Controller Sine wave incorporato
Batteria Phylion SF-06 11,6Ah
Accessori Cassetta SunRace MS3 11-42T, Corona Sincro FutureBike 42T
Peso complessivo 20,8Kg


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Non si vive di solo fango

In Italia il boom delle bici a pedalata assistita è sempre più associato alle e-MTB. E’ questo il segmento che sta decisamente lasciandosi alle spalle dubbi, preconcetti, complessi di inferiorità e quant’altro ha finora limitato la diffusione delle e-bike.

Questo è comprensibile, dato che le mountain bike elettriche aprono tutta una gamma di possibilità normalmente precluse agli amanti della natura, non necessariamente sportivissimi. Non a caso a questo pubblico si rivolgono la maggior parte delle proposte EthosBikes

Ma nel nord Europa, dove la bici elettrica è una realtà già consolidata, le proporzioni si invertono e sono le stradali ad avere la maggior quota di mercato, segno del fatto che il loro uso è oramai entrato nella quotidianità.

E’ proprio pensando ad un uso quotidiano che proponiamo questa bici robusta ed elegante, essenziale e raffinata al tempo stesso, che coniuga uno stile classico con soluzioni tecniche avanzate.

La bici di partenza è una bella Staiger Velo AI.70, tedesca di razza del gruppo Winora. Considerando il cambio a ingranaggi Nexus 7v. nel mozzo posteriore e il mozzo dinamo all’anteriore, la soluzione naturale ed ottimale è stata l’adozione del motore centrale TSDZ2 a controllo di coppia. Questo piccolo e versatile motore si è inserito alla perfezione nelle geometrie della Velo, lasciando anche spazio per il cavalletto nella sua posizione naturale.

L’abbinamento con il cambio al mozzo è risultato perfetto, per la pulizia delle linee e soprattutto per per la semplicità e piacevolezza d’uso. La possibilità di cambiare anche da fermo consente di effettuare in agilità tutte le ripartenze che l’uso cittadino impone, e la potenza modulabile del motore rende fluido e sicuro il districarsi nel traffico.

Il display LCD a colori è compatto, elegante e discreto, ed il suo selettore rotativo riecheggia l’analogo comando del cambio sulla destra del manubrio, lasciando sgombra la parte centrale per eventuali accessori.

Il carattere cittadino della bici non deve ingannare: le generose gomme Schwalbe Big Apple 28×2.00″ ed il telaio rigido e robusto consentono di affrontare in tutta sicurezza e comfort pavè e sterrati di campagna.

La dotazione è completata da un robusto portapacchi con pompa e da potenti luci LED alimentate dall’efficiente mozzo dinamo.

SCHEDA TECNICA

Bicicletta Staiger Velo AI.70
Motore TSDZ2 Torque Mid Drive (display XH18)
Sensore Torsiometro incorporato
Controller Sine wave incorporato
Batteria Phylion SF-06 11,6Ah
Peso complessivo 22,6Kg

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Un bel recupero: Specialized Epic

Come detto altrove le bici d’occasione a 26” sono una miniera di opportunità per chi cerca mezzi validi per la trasformazione in e-MTB, ottenendo ottimi risultati a costi contenuti.

Le ruote a 26”, oramai decisamente fuori moda, sentono le asperità del terreno sicuramente di più dei formati a 27.5” e 29” che le hanno soppiantate, ma il deprezzamento che ne è conseguito consente di trovare a buon prezzo bici equipaggiate con sospensioni eccellenti che compensano ampiamente lo svantaggio.

È il caso della Specialized Epic Comp 26” 2011 che presentiamo, una bici eccellente da tutti i punti di vista e con ancora tantissimo da dare.

L’inserimento della batteria è millimetrico e ha richiesto qualche piccolo adattamento, ma il tutto è molto compatto e gradevole.

L’applicazione del piccolo motore “Torque” esalta queste caratteristiche, ed il risultato è una e-MTB full di classe, agile e scattante, inarrestabile sulle mulattiere più dissestate. Un piccolo gioiello che pesa solo 19Kg e promette di restare ben poco in garage!

SCHEDA TECNICA

Bicicletta Specialized Epic Comp 2011
Motore TSDZ2 Torque Mid Drive
Sensore Torsiometro incorporato
Controller Sine wave incorporato
Batteria Phylion SF-06 11,6Ah
Accessori Cassetta SunRace MS3 11-42T
Peso complessivo 19Kg

 

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Come ti elettrizzo la full

C’è da fare una lunga premessa.

La motorizzazione di una MTB bi-ammortizzata (detta anche full suspended o semplicemente full) pone problemi maggiori rispetto ad una mono-ammortizzata (front) per tre ordini di motivi:

  1. POSIZIONE BATTERIA – Il leveraggio del carro posteriore e il relativo ammortizzatore invadono il triangolo del telaio rendendo difficile se non impossibile il posizionamento di una batteria di sufficiente capacità e volume. Restano spesso possibili solo soluzioni non ottimali come pacchi sottosella, o molto costose come il far realizzare un pacco batteria su misura
  2. POSIZIONE MOTORE – La prerogativa stessa di una full rende sconsigliabile l’aumento delle masse non sospese che deriverebbe dall’adozione di un motore al mozzo, o quantomeno ne limita fortemente il peso. Andrebbero quindi evitati proprio i motori contraddistinti da forte tiro ai bassi regimi più adatti alle e-MTB in quanto normalmente più grandi e pesanti dei loro omologhi stradali. Il motore centrale sembra quindi una strada quasi obbligata per una full, e questo già comporta una riduzione delle alternative ed un aumento dei costi di conversione. Per di più la maggior parte delle full di buon livello attualmente in produzione utilizzano movimenti centrali di tipo press-fit delle più varie dimensioni al posto del classico BSA 33x68mm. I motori centrali per retrofit, tipicamente pensati per un BSA 68mm, richiedono ben che vada adattamenti complicati e di dubbia affidabilità
  3. PREZZO – E’ difficile trovare una full muscolare di buon livello al di sotto dei 1000€, e per molti marchi l’entry level è posizionato ben più in alto. Mentre una front relativamente economica può costituire una ottima base per una motorizzazione, la stessa cifra investita in una full ci porterebbe in casa un “cancello” pesante e poco funzionale, i cui limiti resterebbero evidenti anche dopo la conversione.
    Se al prezzo di acquisto di una bici adeguata si sommano gli extra-costi derivanti dai punti 1 e 2 si arriva facilmente ad una cifra difficilmente giustificabile in relazione a quanto richiesto da una e-MTB full “nativa”

Le cose cambiano ovviamente se si dispone già di una buona bici bi-ammortizzata, o se si riesce a fare qualche buon affare sul mercato dell’usato. Al solito il consiglio è guardare nella vasta offerta delle bici a 26”: oltre a trovare ottime bici, neanche troppo vecchie, deprezzate dall’essere ormai fuori moda, è probabile che con esse si superi almeno il problema del movimento centrale press-fit, qualche anno fa ancora scarsamente diffuso. (ecco un ottimo esempio)

Si tratta però di soluzioni estemporanee, da valutare caso per caso. Resta il problema di individuare tra le bici in produzione, tecnicamente aggiornate e facilmente reperibili, dei modelli che si prestino alla motorizzazione superando accettabilmente i problemi sopra esposti.

img_20161010_195505_1481701224692_5 La proposta che presentiamo, basata sulla RockRider 720S, ci è sembrata una ottima soluzione del problema. La bici, attualmente in vendita anche online (sul sito Decathlon) a 799€, ha un interessantissimo rapporto qualità/prezzo, basti pensare alle sospensioni ad aria difficilmente rintracciabili su bici di questa fascia di prezzo, front incluse. Anche il principale limite della bici, ovvero l’ammortizzatore posteriore non bloccabile, diventa irrilevante nell’ottica dell’uso assistito dal motore. img_20161010_195244_1481701223732_3

Oltre ad essere valida in assoluto, la ciclistica ben si adatta alla motorizzazione: la batteria trova spazio nel telaio, sia pure millimetrico, ed il movimento centrale “classico” non pone problemi all’inserimento del piccolo motore centrale “Torque”.
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Quest’ultimo è stato ruotato in avanti ed ancorato al tubo obliquo, non potendosi sfruttare il normale ancoraggio al carro posteriore dato che in una full esso è mobile. In questo modo si è anche ottenuto un leggero sollevamento del motore, distanziandolo maggiormente dal terreno. L’adozione di un pacco pignoni 11-42 ripristina una sufficiente gamma di rapporti a seguito dell’eliminazione del deragliatore anteriore per far posto al motore.

Il risultato è una bici compatta, molto godibile, reattiva alla pedalata ed estremamente guidabile. I percorsi più impegnativi evidenziano la perfetta sinergia tra motorizzazione e telaio: la ruota posteriore segue fedelmente il terreno e mantiene la trazione anche sullo sconnesso, mentre il controllo di coppia consente di modulare perfettamente la potenza erogata evitando i pattinamenti. La reattività del sistema consente di attingere istantaneamente alla riserva di potenza necessaria per superare un ostacolo improvviso, per poi calare altrettanto rapidamente quando invece c’è da effettuare un brusco cambio traiettoria.

In conclusione si tratta di una bici che trasmette sicurezza anche nei passaggi più difficili, con una assistenza naturale e non invasiva che consente di non andare in affanno ma al tempo stesso mantiene tutto il piacere del pedalare.

SCHEDA TECNICA

Bicicletta Btwin RockRider 700S
Motore TSDZ2 Torque Mid Drive 250W
Sensore Torsiometro incorporato
Controller Sine wave incorporato
Batteria Phylion SF-06 11,6Ah 418Wh
Accessori Cassetta SunRace MS3 11-42T
Peso complessivo 21Kg

 

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Sicurezza, praticità, comfort, allegria

Quattro parole che ben descrivono lo spirito di EthosBikes e questo progetto in particolare, dedicato alle mamme (e ai papà) che vogliono vivere la città su due ruote.
Ecco allora uno strumento per affrontare quotidianamente shopping, asilo, ufficio, traffico, saliscendi e quant’altro, senza ansie e affanni. Lo abbiamo realizzato mettendo assieme una simpatica e robusta bici Adriatica, l’ottimo sistema MXUS, un cestino, un pratico seggiolino saldamente ancorato al solido portabatteria, gli indistruttibili Schwalbe Marathon e… tanta passione!

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Bella, grassa e cattiva!

IMG_20160115_161726~2 (1)Dopo tandem, tricicli, fixed, anche una fat bike va ad aggiungersi all’elenco delle “speciali” trasformate da EthosBikes. Anche qui il motore rende fruibile a tutto campo un mezzo che avrebbe altrimenti specifici limiti d’uso. Per capirci, scendere per un campo innevato con una fat è un’emozione unica, ma salire?

Motorizzare questa bella KHS 3000, con il suo movimento centrale da 120mm è stato impegnativo, ma il risultato ci ripaga dello sforzo. Abbiamo utilizzato il classico motore BBS01 da 250W, a riprova che non sono necessarie potenze motociclistiche per ottenere buoni risultati, solo si è rimappato la centralina per adattarla al particolare mezzo.

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Abbiamo inoltre adottato una corona anticaduta a 36 denti, per sopportare il disassamento della catena mantenendo sufficientemente corti i rapporti, ed un sensore di cambiata per non sollecitare troppo la trasmissione nei cambi sotto sforzo.

In un secondo momento infine abbiamo messo mano al bisturi per sollevare di un paio di cm il motore, che ora risulta perfettamente orizzontale. Estetica a parte questo riduce i rischi di impatto su rocce e gradini.
Abbiamo poi del tutto eliminato la classica staffa di supporto del Bafang centrale, resa ancora più antiestetica dalle prolunghe richieste dal larghissimo telaio. Risultato: linea pulita ed essenziale, ed un pizzico di mistero su come si regga il tutto…

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Motorless…

IMG_20160220_110557~2Forse qualcuno si starà chiedendo dov’è nascosto il motore…
Semplice: da nessuna parte. È che ogni tanto ci divertiamo a fare belle bici senza etichette. Questa in particolare deriva dall’unione di componenti provenienti da epoche e luoghi lontanissimi.
Eppure l’intrinseca bellezza della forma-bici tutto tiene insieme.