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L’ora delle gazzelle

Quanto peso ha il problema del peso sulle e-bike?

Dipende dal contesto, ovviamente.
Chi arriva dalle muscolari ha inevitabilmente una espressione di disappunto quando solleva per la prima volta una full suspended elettrica da 23Kg o più. Ma a nessuno verrebbe in mente di sollevare una moto da enduro per capire quanto bene può andare quel mezzo. Analogamente il sovrappeso di una e-MTB ben difficilmente verrà avvertito nell’uso pratico e, se in certi casi ne potrà limitare l’agilità, in altri risulterà addirittura benefico, ad esempio per la stabilità sui terreni sconnessi. Di sicuro non ne limiterà la godibilità.

Se però quegli stessi 23Kg sono a carico ad esempio di una bici pieghevole da città, come ahimé spesso accade, allora il minimo che si possa dire è che ne limiteranno fortemente la funzionalità. Non c’è motore che aiuti infatti quando si deve portare la bici su una rampa di scale o in ascensore, caricarla nel portabagagli o sul tetto di una macchina, farla salire su un treno o in una metro.

In altri casi il problema del peso è forse più psicologico che pratico, ma non va per questo sottovalutato. E’ quindi in questo spirito che ci siamo confrontati con la motorizzazione di questa bella bici da corsa in carbonio: appesantirla troppo fisicamente ed esteticamente avrebbe violato la natura e lo spirito di questo mezzo.
C’erano poi altre considerazioni che ponevano vincoli tecnici alla trasformazione. L’adozione di un motore centrale, oltre che per il peso, è stata subito scartata per problemi legati agli spessori del telaio in carbonio e per non stravolgere la trasmissione originale. Anche l’adozione di un classico motore al mozzo era resa però problematica dal ridotto numero di raggi (24, contro i 36 normalmente previsti dai motori) e dalla difficoltà di trovare un posto adeguato dove alloggiare centralina e sensore di pedalata, con tutta la relativa cavetteria.

La soluzione fisiologica è stata l’adozione del motore Keyde 110SWX, evoluzione di quello già utilizzato per la Vintage Touring. Rispetto ad esso il motore presenta avvolgimenti ottimizzati, che consentono di arrivare ad un rendimento dell’87%, il che si traduce in più basse temperature di esercizio e minori consumi. L’elettronica di controllo è stata inoltre ridefinita attorno al nuovo display a colori con schermo LCD a matrice TFT, che consente, oltre ad una ottima leggibilità in piena luce, un controllo molto migliore sia delle prestazioni del sistema che della sua configurabilità. In aggiunta alla consueta miniaturizzazione ed integrazioni dei componenti, che da sempre caratterizzano il marchio Keyde, tale evoluzione fa di questo motore uno dei componenti più raffinati ed interessanti sul mercato.

Altrettanto scontata è stata la riconferma della batteria a borraccia da 36V-7Ah, che grazie all’elevato rendimento del motore e alla scorrevolezza della bici rendono possibili percorrenze impensabili per un elemento che pesa solo 1,3Kg. Il limite dipende moltissimo dal percorso e dal livello di potenza richiesto, ma con un uso oculato sono possibili percorrenze pianeggianti di 80-100Km con assistenza continua

Complessivamente motore e batteria aggiungono 3,5 Kg alla bici originaria, il che ha consentito di limitare a 12,9Kg il peso complessivo della bici, nonostante l’adozione di componenti decisamente non racing (copertoni scolpiti antiforatura, attacco sterzo rialzato ecc.), pensati più per un uso confortevole e sicuro che non per minimizzare il peso.

L’effetto finale è molto equilibrato ed estremamente godibile. Non a caso molti marchi guida (Bianchi, Wilier, Orbea e molti altri) stanno adottando con successo configurazioni analoghe a questa per le loro nuove proposte di bici da corsa elettriche. In questo settore i motori centrali, per quanto miniaturizzati, hanno un impatto sul look and feel delle biciclette decisamente maggiore, a fronte di vantaggi più modesti, e pertanto non sembrano essere destinati ad egemonizzare il mercato come sulle e-MTB.

Il motore al mozzo al contrario sembra aver trovato una nuova giovinezza su queste agili bici, che mantengono tutto il fascino delle muscolari senza per questo dover nascondere la propria natura elettrica. La pedalata assistita ancora una volta si dimostra un elemento in grado di amplificare senza snaturarlo il piacere di andare in bici.

SCHEDA TECNICA

Bicicletta Bianchi Carbon 928
Motore Keyde 110SWX, 36V 250W
Sensore PAS incorporato nel motore
Controller Incorporato nel motore
Batteria UPP-S001 36V 7Ah – celle Panasonic GA
Cambio Shimano Ultegra 2×10
Freni Shimano Ultegra
Pneumatici Schwalbe Marathon antiforo 28-622
Display C850 LCD TFT
Peso complessivo 12,9Kg (senza pedali)

 

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